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PASS – Tiburtino III

Il progetto (2010) propone la costituzione di un nuovo ed importante nodo di funzioni residenziali e sociali in aggiunta alla rete di relazioni ed infrastrutture esistenti ed in corso di costruzione nel Quartiere Tiburtino III. Il complesso edilizio  si trova infatti in un contesto di servizi pubblici e privati sufficientemente avanzato e con standard qualitativi e quantitativi adeguati. Sono presenti, nelle immediate vicinanze, impianti sportivi pubblici, alcuni “centri anziani” anche di recente costruzione, due biblioteche di cui una all’ interno di un parco attrezzato, numerose sedi di Associazioni culturali, sportive, di volontariato e sindacali. Malgrado ciò, il Municipio V di Roma in generale, e questo Quartiere in particolare, viene segnalato per il significativo tasso, molto alto rispetto la media cittadina, di abbandono scolastico rilevato in età giovanile, ovvero durante, prima e dopo il percorso formativo della Scuola dell’ obbligo. Tenendo conto di ciò, abbiamo verificato,incontrando le Istituzioni locali e le maggiori espressioni dell’Associazionismo locale, che esiste un reale impegno su questo tema e che questo ha portato al finanziamento ed alla realizzazione, oggi in corso, di due nuove infrastrutture dedicate ai bambini ed all’infanzia.Queste ultime infrastrutture, oltre ad essere fortemente correlate tra loro, sono tangenti anche fisicamente l’area del complesso edilizio del Tiburtino III; per questo motivo il progetto delle aree pubbliche ha assunto come principale obiettivo la loro vivibilità e la loro completa fruibilità, attraverso il principio della pedonalizzazione totale e la ricerca e il collegamento con la rete di servizi complementari a quelli esistenti ed in corso di realizzazione. Il primo progetto si chiama “Polo educativo dell’ infanzia e dell’ adolescenza”, ed alleghiamo brevemente qui la sua introduzione: ” Il Municipio V ha scelto di dedicare nel proprio territorio un nuovo spazio all’infanzia ed all’adolescenza: la caratteristica dello spazio individuato, meglio definito come Polo, è che sia uno spazio educativo. E’ evidente che il Polo si debba caratterizzare fin dall’ inizio per: a) Una forte educazione “educativa”, quindi luogo di crescita, scambio, sviluppo di relazioni ed integrazioni significative, implementazione di nuove conoscenze e capacità critiche, creative….” b) Una stretta relazione con il territorio circostante, “nodo” di una rete ampia diu opportunità, iniziative, servizi che, come tutti i microsistemi a rete, accoglie e diffonde, attira e distribuisce, crea ed espande con un costante lavoro di ricerca e crescita; c) Sede di ricerca, sperimentazione ed innovazione sia nel vasto campo delle relazioni che delle arti e tecnologie” La struttura individuata come sede del Polo è collocata all’interno del Quartiere del Tiburtino III, nell’edificio ex sede dei Vigili Urbani del Municipio V” Detta sede dista 50 metri dal complesso edilizio oggetto del nostro progetto. Il secondo progetto si chiama “Boulevard dei Bambini”, e si tratta di un sistema pedonale protetto che collega le maggiori infrastrutture educative, sociali e culturali del Quartiere. E’ posizionato a sud del complesso edilizio del Tiburtino III, in maniera tangente; anch’ esso è in corso di realizzazione ed il progetto è stato curato dall’Arch.Luca Zevi su mandato dell’ Ufficio Comunale del “Piano Regolatore delle bambine e dei bambini”.

Caratterizzazione delle aree pubbliche del progetto

Dedichiamo pertanto il progetto allo sforzo di ricerca e creazione di una identità locale già in essere, associando la nostra progettazione alla costituenda rete. Ne potrà essere un nodo vitale.

Dal nostro punto di vista, ogni progettualità fuori dal presente contesto rischia di diventare velleitaria ed autoreferenziale. Mai, un linguaggio, solo, comunica e restituisce identità e vita. Mai, l’inserimento di qualsiasi funzione, solo, comunica e restituisce identità e tempo.

Abbiamo pertanto dedicato tutti gli spazi pubblici e pertinenziali, sinora occupati da un immenso garage e “parcheggio di scambio” a cielo aperto, all’infanzia ed all’adolescenza, PEDONALIZZANDOLI completamente, spazi importanti su cui si affacciano gli appartamenti del complesso. Questo sistema pedonale centrale e protetto è concepito come una unica grande superficie, continua e quasi complanare, capace di raccordare tutte le funzioni e tutti i momenti differenti degli spazi e delle funzioni presenti, dagli ingressi degli edifici a quelli dei nuovi servizi, fino ai parcheggi. Abbiamo così risolto il “problema” dello sbalzo di 70 cm, motivo per cui erano state realizzate delle rampette in c.a. che avevano negato ogni senso alla libertà del piano pilotis, creando un unico grande sistema di spazi pedonali e protetti lungo l’intero ed interno suo asse longitudinale. L’areazione dei parcheggi è risolta con apposite aperture a terra, non visibili a questa scala. Per pedonalizzare è stato anche studiato accuratamente un nuovo piano di viabilità interna attraverso la modifica dell’andamento delle rampe che dai garage sottostanti potranno così collegarsi direttamente con Via Mozart e soprattutto Via Grotte di Gregna. Tutte le pavimentazioni artificiali delle aree pubbliche saranno costruite utilizzando gli inerti ed i materiali frutto di demolizione, attraverso una successiva ed apposita pigmentazione cromatica ed una composizione con altri materiali di risulta, quali laterizi, ceramiche e polveri varie provenienti da differenti processi di lavorazione o produttivi.

I parcheggi

I parcheggi pubblici saranno accessibili direttamente da tutti: dai residenti, che poi raggiungeranno le loro case attraversando le aree verdi; dai pendolari, che oggi parcheggiano al centro del complesso residenziale dopo gimcane che hanno distrutto cordoli e marciapiedi interni per recarsi alla vicina fermata Metro “S.Maria del Soccorso”; dai fruitori dei servizi pubblici principali, a partire dalla Biblioteca e dai “visitatori” I nuovi parcheggi, interrati (i pertinenziali per le nuove residenze), seminterrati ed a raso (pubblici), garantiscono la copertura degli standard e vanno a sostituire perfettamente gli esistenti al centro del complesso edilizio: a) La maggior parte nelle cosiddette “aree verdi” delle piccole corti aperte verso NordEst (Via Grotte di Gregna); b) Nei corridoi carrabili che raggiungono le rampe dei garage più centrali; c) Nell’area terminale del lotto, a sud. I parcheggi del punto a sono stati studiati affinché non configgessero con i piani più bassi degli edifici a corte. La loro copertura, seppur parziale, garantisce il cosiddetto “quinto prospetto”, proprio attraverso questa struttura aerea successivamente raccordata con gli ingressi degli edifici e poi con le aree centrali pedonali

ECOSISTEMA A MISURA DI PERSONA

Lo schema esistente degli spazi aperti è stato ribaltato ponendo il “Verde al Centro”, sotto le case, spostando i parcheggi verso il maggior asse di viabilità locale, via Grotte di Gregna. Il vincolo di Bando, che impone il mantenimento di tutte le attuali alberature, ci è sembrato eccessivo, in quanto, a parte la loro qualità ed il loro attuale stato non eccezionali, queste costituiscono un limite troppo forte per un nuovo piano unitario e coerente. Malgrado ciò abbiamo conquistato un unico, grande e continuo spazio pedonale e protetto lungo l’asse longitudinale del complesso edilizio, studiato bioclimaticamente ed ecologicamente attraverso un accurato progetto del verde a costituire un vero e proprio ECOSISTEMA. Il progetto si articolerà su tre direttive che dovranno soddisfare le esigenze, convergenti, di aumentare il benessere degli abitanti del complesso e ricreare aree ad alta biodiversità

IL COSTRUITO RESIDENZIALE Sono stati progettati 80 appartamenti in copertura e 40 al piano terra. Sono tutte unità abitative ad altissime prestazioni energetiche ed ambientali. Ogni facciata, a secondo del suo orientamento, ha un prospetto diversificato; questo si giustifica in quanto ad ognuno di essi corrisponde un unico rapporto con l’ambiente circostante.

I nuovi alloggi in Copertura

Ogni scala condominiale serve quattro appartamenti in copertura. Nei piani di copertura abbiamo scelto la tipologia a “duplex” integrata a “simplex”. Grazie a questa scelta, l’ATER ha a disposizione spazio per numerosi nuovi alloggi in copertura, preservando ampi spazi condominiali. Questa scelta permette di orientare ogni appartamento nel migliore ed ottimale dei modi, in riferimento alla valorizzazione delle virtù bioclimatiche di seguito dimostrate. Tutti gli appartamenti, in questo modo, si possono avvalere di sistemi bioclimatici passivi, che consentono un guadagno qualitativo e quantitativo, avvalendoci delle normative incentivanti delle recenti Leggi Regionali in materia. Gli appartamenti progettati guadagnano infatti sino a 9 mq, nelle tipologie più grandi, di spazio accessorio attraverso proprio la capacità di progettazione bioclimatica. Sono spazi vivibili come gli altri, e contribuiscono alle prestazioni energetiche complessive dell’appartamento in maniera veramente molto sensibile, come dimostrato successivamente. Gli elementi/strumenti del loro funzionamento sono stati progettati con grande cura ed attenzione alla loro integrazione architettonica ed alla loro funzionalità. In alcuni casi i sistemi di schermatura solare sono mobili ed, in inverno, scorrono sino a “proteggere” dal vento gli spazi comuni condominiali (ricordiamo molto alti per Roma), che sono stati lasciati in quantità minima di due per ogni scala. In altri casi, dove gli aggetti e l’altezza non permettevano o non suggerivano nessuna ulteriore funzione, sono stati concepiti come chiudibili a pacchetto. Sono stati studiati due differenti schemi che riportano a quattro differenti alloggi. Il primo schema è sviluppato per edifici con asse prevalente est/ovest; questo schema contiene un appartamento di tipo A (da Bando) e tre di tipo B1. Tutti gli appartamenti presentano a sud un sistema di accumulo di energia solare (serra). Tutti gli appartamenti nuovi hanno il doppio affaccio, garanzia di potenziale buona ventilazione. Il secondo schema, in edifici orientati con asse nord/sud, prevede tre appartamenti di tipo A ed uno di tipo B1. Tutti gli appartamenti presentano verso sud un sistema di accumulo di energia solare (serra). Tutti gli appartamenti nuovi hanno il doppio affaccio, garanzia di potenziale buona ventilazione. In questo particolare caso, gli appartamenti a nord del corpo scala hanno una particolare soluzione di accumulo di energia solare, attraverso la progettazione di una parete vetrata in alcuni punti a doppia altezza.

Gli alloggi e i servizi al Piano Terra e al Primo piano

“Disfare un edificio” (Gordon Matta- Clark, 1970) modificare uno stato di chiusura fisica e quindi funzionale, precondizionato da una particolare tendenza della cultura del costruire che ha fatto proliferare le case-scatola (case chiuse, quasi implodenti), sia in città che in periferia. Negli edifici del tiburtino III si vive in uno stato critico di reclusione in cui le trasformazioni contestuali nel corso degli anni hanno generato un terreno fertile per il degrado. Uno stato quindi ben diverso da quel raffinato auto confinamento dei quartieri residenziali della classe socio-economica superiore. Il quartiere ha un’ identità culturale ed una forma sociale fortemente riconoscibili. In esso la struttura diventa un racconto di chiusura ed oppressione, gli spazi angusti a volte pericolosi ed abbandonati in parte, non sfuggono alla logica delle costruzioni economiche troppo spesso prive di qualità. L’ intervento progettuale al livello del piano pilotis apre i recinti, lo spazio diventa permeabile, si genera un flusso di comunicazione visiva e sensoriale tra dentro e fuori. Gli alloggi e le attività previste incidono l’ ambiente circostante, le superfici esterne si protraggono verso la dimensione abitata e vissuta fin dentro il perimetro degli edifici. La compenetrazione tra le parti è completa. Viene negata l’ idea di interezza della forma strutturale e spaziale. Si da luogo ad una nuova gerarchia di elementi primari: l’ attraversamento (fisico e visivo), l’ espansione, il movimento delle superfici. Attualmente il piano pilotis degli edifici esistenti si affaccia sullo spazio circostante con un fronte disomogeneo e confuso, dovuto alla presenza interna di locali tecnici e nettezza urbana, cantine, sale riunioni ed atrii; il tutto con un notevole spreco di superficie utilizzata per la distribuzione, i vani e gli accessi. La ripetizione delle forme e delle strutture genera un labirinto di pareti basse (2, 60 m) ed opprimenti, in cui la frammentazione e la disorganizzazione fanno perdere l’ orientamento e la consapevolezza dello spazio. Allo stato di fatto gli edifici sono rialzati su un basamento di 70 cm, servito da rampe e scale che frammentano la continuità di superficie attorno alle parti coperte. La strategia progettuale prevede un abbattimento di tutte le barriere che ostacolano la fruizione delle aree individuate dal perimetro degli edifici, e la riorganizzazione delle funzioni che devono rimanere immutate affianco all’ inserimento di nuovi 40 alloggi così come previsto da bando, oltre ad una serie di locali commerciali che occuperanno i vuoti disponibili lungo tutto il fronte di Via Mozart ad Ovest. Gli alloggi stessi, come anche i locali commerciali, sono pensati per garantire quella comunicabilità e quella continuità tra esterno ed interno, grazie a cui generare un flusso di percorrenza capillare su tutto il territorio in esame. Con un forte aggetto verso le aree dei parchi previsti nelle corti o verso gli spazi pubblici circostanti, gli appartamenti recuperano luce. Con il loro prospetto fatto di grandi superfici vetrate integrate da pannelli di legno di diverse essenze e colorati, essi producono una visuale prospettica ordinata e rassicurante e che stabilisce un rapporto di compenetrazione con il suolo prospiciente . La planimetria generale di progetto prevede una distribuzione omogenea di alloggi su tutto l’ area del quartiere. Essi sono pensati per godere della qualità di un verde che si rigenera nelle corti e negli spazi interposti tra un edificio e l’ altro e di aree pensate perché la collettività, ed i bambini in particolar modo, possano fruire uno spazio sicuro e ben organizzato. Gli appartamenti collocati al piano pilotis sono tutti dei tipi A e B1, rispettando in tutto e per tutto le disposizioni del bando; ciò nonostante essi sfuggono alla tradizionale tipologia rigida di appartamento standard, poco adatto ad un nucleo famigliare in potenziale crescita e dalle esigenze sempre differenti. Per queste ragioni la modularità e la flessibilità sono principi fondanti nella logica progettuale. La qualità degli spazi e la luminosità vengono garantite in ogni sistemazione, mentre il confort si integra con la praticità, rendendo possibile una vita piacevole anche in un complesso di edilizia economica. Proprio attraverso la sistemazione degli alloggi si concretizza il preciso intento di fondere l’ esterno con l’ interno: la continuità non è misurata in un susseguirsi di limiti e barriere come porte, marciapiedi, rampe, strada. Grandi pareti vetrate al posto di muri oscuri e ciechi, spazi dilatati ed ariosi in luogo di angusti vialetti di ingresso. Ampi viali vengono invece inseriti al di sotto degli edifici con un’ operazione di sfondamento ed allargamento, sfruttando gli spazi inutilizzati, allo scopo di consentire una maggiore permeabilità tra una corte e l’ altra. I locali commerciali, come già accennato, verranno localizzati sul fronte Ovest del quartiere, nei blocchi 12 A, 7A, 2 A. Con un doppio fronte di affaccio, su Via Mozart e sull’ area interna, essi ospitano funzioni ed attività di vario genere (internet point, caffetterie, terziario) oltre a “Kinder Garten” e altre attività per l’ infanzia, a sottolineare l’ intento progettuale di dare grande importanza alla dimensione dei bambini, con spazi sicuri, vivibili, ed attrezzati.

Soluzioni per la sostenibilità energetica ed ambientale dei nuovi interventi

Bassi valori di trasmittanza dell’involucro
L’involucro perimetrale opaco e trasparente dei nuovi appartamenti, sia in copertura che a livello del basamento degli edifici, è stato pensato per ridurre al minimo le dispersioni termiche. Le pareti esterne, portanti, sono costituite da un sandwich intelaiato in legno con strato isolante interno (pannelli di cellulosa) dello spessore di 14cm, le coperture da pannelli di legno lamellare e isolamento da 15, il solaio a terra da soletta in calcestruzzo su intercapedine riempita di fiocchi di cellulosa per uno strato di 8 cm.

Riduzione rispetto limiti di legge: Pareti perimetrali 0,28 su 0,36= -22,2% – Infissi 2,00 su 2,40= -16,7% – Coperture 0,26 su 0,32= -18,8% Solaio a terra 0,32 su 0,36= -11,1%

Sistemi di riscaldamento passivo
: Gli appartamenti sul piano copertura sono dotati di volumi serra esterni per il riscaldamento passivo. Nel periodo estivo le vetrate sono apribili e schermate da un sistema mobile di lamelle di legno. Nel periodo invernale la schermatura può impacchettarsi in verticale o scorrere lateralmente su dei binari.
Prestazioni energetiche: Per valutare le effettive prestazioni termiche degli edifici sono stati effettuati calcoli di simulazione dinamica del comportamento annuale, tenendo conto anche del contributo dei sistemi passivi e valutando contemporaneamente l’efficacia delle schermature estive.

Integrazione energie rinnovabili impiantistica innovativa

– Solare Fotovoltaico Alcune porzioni di tetti degli appartamenti sono predisposte per ospitare sulla superficie impianti fotovoltaici integrati. Si potrebbe preventivare l’installazione di almeno 160 kWp, distribuiti su tutti gli edifici, per contribuire al fabbisogno elettrico degli spazi comuni interni, di cui gli ascensori costituiscono la quota più rilevante. La tecnologia scelta, eventualmente, sarebbe quella del silicio amorfo montato su lastre di lamiera grecata. Tale soluzione consente di integrare perfettamente il manto di copertura con i moduli. Il silicio amorfo, inoltre, permette di mantenere rendimenti adeguati anche se l’inclinazione non è quella ottimale (30° verso sud), poiché sfrutta in modo migliore la luce diffusa.

Impianto di Trigenerazione a oli vegetali Si prevede la realizzazione di un impianto centralizzato da 990 kW di tri-generazione ad olio vegetale (di provenienza europea), fonte 100% rinnovabile, per la fornitura di calore, freddo e ACS agli appartamenti. Il motore, le caldaie integrative, gli assorbitori per la produzione di freddo, saranno collocati in un volume tecnico della superficie di 250 mq, situato nell’estremità SUD dell’area di progetto. I serbatoi per il combustibile saranno interrati sotto i parcheggi esistenti. La rete sarà costituita da una dorsale che correrà lungo l’asse pedonale longitudinale e servirà le singole sottocentrali, con scambiatori di calore, collocate sotto i vani scala. Tutti gli appartamenti potranno essere serviti in verticale da colonne montanti che passano nei cavedi esistenti sul retro degli edifici. L’attuale collocazione delle caldaie autonome proprio a ridosso di tali cavedi renderà più semplice la loro sostituzione con “moduli satellitari”, dispositivi in grado di contabilizzare i consumi e gestire la fornitura in modo completamente autonomo da parte di ogni singolo utente. Attraverso lo scambiatore di calore gli utenti avranno inoltre la possibilità di usufruire anche della fornitura di energia frigorifera nel periodo estivo, collegabile ad un impianto interno di tipo Fan-coil caldo/freddo. Questo tipo di impianto, oltre ai benefici ambientali (riduzione emissioni C02, uso efficiente della fonte energetica rinnovabile) presenta il vantaggio di poter essere interamente finanziato conto terzi, come spiegato nella sezione “sostenibilità economica”. La scelta della fonte biomassa permette di ottenere una fornitura energetica 100% rinnovabile, una soluzione molto più performante del fotovoltaico, che è stato infatti previsto soltanto come predisposizione.

Utilizzo di materiali ecocompatibili: Tutti i materiali e i componenti previsti per la realizzazione degli appartamenti e per le sistemazioni esterne sono di tipo ecocompatibile e in particolare: – Fiocchi di cellulosa e pannelli di cellulosa da riciclo per gli strati di isolamento termico (basso costo) – Legno Lamellare certificato FSC per pareti portanti, telai e finiture – Intonaci naturali a base di calce e cartongesso per le finiture interne – Vernici e pitture atossiche – Calcestruzzi confezionati con inerti di riciclo

. Il miglioramento del comportamento energetico degli edifici esistenti L’involucro edilizio degli edifici esistenti, tranne il piano di coperture, recentemente recuperato con l’inserimento di uno strato isolante adeguato alla normativa, è caratterizzato da prestazioni termo-igrometriche insoddisfacenti. Le pareti sono realizzate con pannelli prefabbricati in cls. con intercapedine, ma privi di strato isolante con una trasmittanza >0,9 W/mq °K. Gli infissi sono per la maggior parte a vetro singolo. Per aumentare le prestazioni energetiche degli edifici, che attualmente si stima in media superiore agli 80 kWh/mq anno si è previsto di: a) sostituzione degli infissi con infissi ad alte prestazioni (in alluminio a taglio termico, doppio vetro con lastra basso emissiva e intercapedine d’aria U=2.0W/mq K<Limite di legge 2.4W/mq K) b) applicazione (tecnologia a spruzzo) su tutte le pareti delle facciate, rivestendo le superfici dei pilastri, escluse le pareti cieche, di uno strato di intonaco ecologico isolante fibrorinforzato con sughero come inerte e a base di calce naturale dello spessore di 2cm, in modo da ridurre i ponti termici e portare la trasmittanza totale delle pareti opache a 0,22 W/mq°K (0,28 con i ponti termici). Tale soluzione premette di intervenire nel momento di manutenzione delle facciate (necessaria) sfruttando i ponteggi previsti e riducendo i costi. c) Isolamento delle pareti esistenti mediante insufflazione di fiocchi di cellulosa (materiale ecologico di riciclo) nelle intercapedini esistenti. Con questa soluzione si è in grado di ridurre del 70% le dispersioni. Come ulteriore vantaggio si segnala la possibilità di effettuare l’intervento anche dall’interno, effettuando un piccolo foro sulla parete, a costi molto ridotti, anche per l’economicità del materiale. ) Per le pareti cieche di testata degli edifici si prevede di intervenire attraverso il rivestimento con un “cappotto” costituito da pannelli integrati isolanti (spessore di 5 cm tot) con finitura in legno. In questo caso si è studiato l’utilizzo di diverse finiture e essenze del legno, trattato per resistere agli agenti atmosferici, disposte in modo alternato per caratterizzare esteticamente gli edifici e qualificare gli spazi aperti su cui le pareti cieche si affacciano. e) I vani scala sono stati trasformati in spazi “buffer” termici per la ventilazione naturale, con lo studio di un elemento di copertura per l’espulsione dell’aria calda (fenomeno studiato e simulato con un software di fluidodinamica computazionale CFD), riducendo il surriscaldamento estivo. Attraverso la sostituzione dei pannelli di tamponamento con un sistema integrato di vetrate apribili e sistemi di schermatura (differenziati in base agli orientamenti), viene permessa inoltre la captazione selettiva invernale della radiazione solare (per i vani scala esposti a sud e sud-ovest), contribuendo alla riduzione delle dispersioni termiche dagli appartamenti verso i vani scala. Dai calcoli effettuati in sede preliminare si stima, con il solo isolamento, un risparmio energetico globale degli appartamenti esistenti pari al 65% rispetto ai valori attuali. L’eventuale trasformazione delle logge esistenti private in “serre solari” è stata scartata in quanto, dalle simulazioni effettuate, il contributo energetico è risultato scarso a causa degli orientamenti e degli ombreggiamenti, non giustificando quindi un investimento in tal senso.

Progettazione

  • Jacopo Fedi, Progettista Capogruppo
  • Bioprojectgroup srl, Società Capofila
  • Carlo Brizioli, Progettista, Coordinamento Operativo
  • Giorgio Carella, Progettista
  • Francesca Perricone, Progettista
  • Giorgio Antonazzo – spazioaperto.org, Progettista
  • Vincenzo Tattolo (f+t), Progettista
  • Martino Fraschetti, Progettista
  • Federica Di Vincenzo, Progettista
  • Claudia La Spada, Progettista

Collaborazioni

  • Emidio Arcidiacono, Rendering

Consulenze

  • Eugea Srl, Paesaggio