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PIATTAFORMA TECNOLOGICA RECUPERO RAEE


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PIATTAFORMA TECNOLOGICA PER IL RECUPERO DI MATERIE PRIME (“terre rare” e metalli preziosi) DA RIFIUTI ELETTRONICI RAEE  ( in corso )

Bioprojectgroup, con il supporto dei propri esperti, è da tempo impegnata nello sviluppo tecnologico di soluzioni innovative a basso impatto ambientale per il recupero di materiali preziosi e strategici (“Terre Rare”) dai Rifiuti Elettronici (RAEE).

 

L’obiettivo generale consiste nella realizzazione, nel territorio Italiano, di una o più  “piattaforme tecnologiche” per il trattamento e recupero di materiali preziosi e strategici o rari (TERRE RARE) contenuti nei RAEE (Rifiuti Elettronici) e altri materiali di scarto, sulla base di tecnologie sostanzialmente di tipo IDROMETALLURGICO. Tali tecnologie, a basso impatto ambientale ed energetico, costituiscono un innovazione di applicazione, rispetto ai sistemi “pirometallurgici”, energivori ed inquinanti, normalmente adottati dagli operatori che operano a livello europeo/internazionale (ad esempio Umicore).

La concezione del processo consente di adeguare facilmente la produzione dell’impianto in rapporto a diverse tipologie di materiali in ingresso intercettabili dal sistema di raccolta differenziata di rifiuti urbani ed industriali, destinate a cambiare nel corso del tempo.

I costi di realizzazione di un impianto di questo genere, sono recuperabili nel giro di pochi anni, in virtù dell’alto valore dei materiali recuperati.

In questo campo di azione  si sono già concretizzati:

  1. Un accordo di collaborazione con l’ENEA (UTTAMB) e il Politecnico di Milano (Dipartimento di Chimica G. Natta) per l’esecuzione di test e prove sperimentali
  2. Uno studio di fattibilità,  commissionato nel 2013 dal Consorzio Venezia Nuova CVN, per la creazione di una piattaforma tecnologica di recupero RAEE nell’ area di Porto Marghera
  3. L’organizzazione del Convegno Tematico RAEECYCLE, con il patrocinio della Provincia di Roma – LINK
  4. La partecipazione a Bandi di Finanziamento Regionali ed  Europei (HORIZON 2020) e la promozione di una società START UP innovativa (BPG R&S)
  5. La progettazione preliminare di un impianto industriale, completo di sezione pilota di ricerca e sviluppo,  in grado di trattare in modo flessibile un quantitativo di  1000 t/anno di materiali elettronici di scarto (schede elettroniche, pc desktop, notebook, cellulari, centraline elettroniche auto etc.)
  6. Una ricerca approfondita sulle problematiche di approvvigionamento delle schede elettroniche, sul contenuto di metalli preziosi contenuti nelle diverse tipologie di schede e sui prezzi di mercato relativi.
  7. Incarico, nel 2015, da parte di Sogliano Ambiente spa, un’importante Azienda Pubblico-Privata operante nel settore dei rifiuti a livello Nazionale, per la progettazione esecutiva, autorizzazione VIA, costruzione, ed entrata in esercizio di un impianto di recupero metalli preziosi da  schede elettroniche ( “scrap PCB” ) e apparecchiature elettroniche con taglia da   da 5500 t/anno. L’IMPIANTO E’ STATO AUTORIZZATO il 5 Ottobre 2016  ed è in corso di realizzazione presso un capannone esistente situato a  Sogliano al Rubicone (Fc)
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L’impianto proposto è in grado, riciclando al 100%  i liquidi di processo e contenendo le emissioni al di sotto delle soglie di rilevanza,  di recuperare tutti i metalli di maggiore valore che, reimmessi nel sistema produttivo, riducono l’esigenza di ricorrere all’estrazione mineraria, un fattore di altissimo impatto negativo sull’ambiente globale : Oro, Argento, Palladio, Rame, Stagno, Piombo, Alluminio, Ferro

 

Per valutazioni di fattibilità e informazioni si prega di contattarci alla nostra mail bioprojectgroup@gmail.com

L’impianto consente anche l’Opportunità di recupero anche delle Terre Rare:

I materiali di principale interesse per una modalità di recupero innovativa dai rifiuti elettronici, oltre a quelli normalmente recuperati (principalmente plastiche, rame, alluminio e acciaio), appartengono a due categorie: i metalli preziosi/nobili, attualmente recuperati principalmente con sistemi pirometallurgici, e le “terre rare”, recuperabili esclusivamente con l’idrometallurgia.

Alla prima categoria appartengono Au, Ag, Pt e Pd il cui valore sul mercato è in costante crescita.

Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi (lantanio, cerio, praseodimio, neodimio, promezio, samario, europio, gadolinio, terbio, disprosio, olmio, erbio, tallio, itterbio, lutezio) di numero atomico compreso tra 21 e 71 il cui utilizzo è in forte crescita, pilotata dalla componentistica hi-tech ( tecnologie avanzate di utilizzo militare, micro-elettronica, materiali speciali, supermagneti, tecnologie di utilizzo di energie rinnovabili ecc.), a fronte di un sostanziale monopolio mondiale della Cina.

L’utilizzo delle terre rare nei prodotti tecnologicamente avanzati è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, spingendo in alto la domanda sui mercati mondiali, a fronte di un’offerta dipendente soprattutto dalla Cina, che produce ed esporta percentuali intorno al 97% circa del totale delle terre rare prodotte nel nostro pianeta, esercitando di fatto un regime di monopolio nel mercato globale. Questi segnali preoccupanti concernenti le terre rare si inseriscono in un contesto più generale di preoccupazione relativo alla sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime in un quadro di forte volatilità dei prezzi internazionali.

L’investimento su modalità autonome di produzione/recupero di Terre rare  ha quindi un fondamentale ruolo strategico per lo sviluppo delle economie dei paesi industrializzati.